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Prima visita oculistica

Se nei bambini, ad essere cruciali per il corretto sviluppo delle funzionalità motorie e sensoriali, sono i primi mesi di vita, il periodo che va dai 6 mesi fino ai 10/12 anni risulta essere assolutamente decisivo circa il raggiungimento delle complete capacità visive. Di fatto, tutti gli eventuali danni a carico dell’apparato visivo che tendono a verificarsi entro i primi 6 mesi di vita, risultano il più delle volte irreversibili. Successivamente eventuali patologie o disturbi visivi tendono a determinare un regresso delle suddette facoltà anche se tuttavia, intervenire con tempestività può contribuire ad arginare eventuali problematiche legate alla vista con un’altissima probabilità di successo. Gioca un ruolo fondamentale la prevenzione, che può essere effettuata semplicemente attraverso una prima visita oculistica, grazie alla quale l’oculista pediatrico è in grado di valutare lo stato di salute degli occhi del bambino e di diagnosticare rapidamente il disturbo suggerendo il trattamento più adeguato a determinare una rapida risoluzione del problema.

A che età fare la prima visita oculistica

Nonostante in Italia, siano oltre 2.5milioni i bambini colpiti da disturbi a carico degli occhi provocati da difetti visivi, circa un milione e mezzo di loro non si è mai sottoposto a una visita oculistica pediatrica che, se effettuata con tempestività, può sicuramente fare la differenza circa le reali capacità visive del piccolo. È per questo importante che i genitori comprendano l’essenzialità di una prima visita oculistica per bambini, così come dei relativi controlli periodici che è necessario effettuare a prescindere dalla piena funzionalità degli occhi, in modo tale da captare in tempo eventuali campanelli d’allarme che possono rappresentare un sintomo preliminare chiaramente legato all’insorgenza di una successiva patologia. Ecco di seguito quella che dovrebbe essere la cadenza delle visite ortottiche necessarie a preservare la vista del bambino.

Neonato

In genere la prima visita oculistica viene effettuata sul neonato appena nato, subito dopo il parto. Si tratta di una semplice visita ispettiva effettuata dal medico oculista, con particolare attenzione volta ai neonati ritenuti ad alto rischio genetico o prematuri, necessaria a verificare la presenza di eventuali malformazioni congenite o infezioni conseguenti al parto. Gli oculisti pediatrici in questo caso controllano la morfologia dell’occhio, il riflesso rosso e la relativa motilità mediante l’ausilio di un’apposita fonte luminosa non invasiva.

Primi mesi

La successiva visita oculistica infantile avviene tra i sei e i nove mesi. Il protocollo d’azione è il medesimo impiegato nel corso della prima visita oculistica del neonato: viene ancora una volta verificata morfologia oculare e degli annessi, il riflesso rosso e la motilità dello stesso, avvalendosi di una luce specifica. Viene inoltre effettuata una stima del movimento coordinato e sincrono di entrambi i bulbi oculari, valutata la trasparenza delle componenti del bulbo come ad esempio il cristallino, e in ultimo l’integrità del fondo oculare. Grazie a questo accurato controllo è possibile escludere patologie a carico della cornea, della retina e del nervo ottico.

Due-tre anni

Bambini dai 1 ai 3 anni richiedono una visita oculistica maggiormente complessa, in grado di escludere completamente la presenza di eventuali deficit visivi. Viene pertanto valutata la motilità oculare per escludere lo strabismo e la capacità visiva mediante l’ausilio di figure o delle cosiddette “E” di Albini, un ottotipo utile a misurare l’acuità visiva nel piccolo, così come la presenza di eventuali vizi di refrazione, quali la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo e di alterazioni della motilità oculare come lo strabismo e il nistagmo e ancora l’eventuale presenza di un’ambliopia meglio nota come “occhio pigro” che a causa di anomalie non ha sviluppato pienamente la propria capacità visiva.
Molti oculisti pediatrici si avvalgono dell’auto-refrattometro, uno strumento computerizzato posto a distanza di circa un metro dal bambino che ne richiama l’attenzione attraverso l’emissione di suoni che lo spingono a osservarlo, in modo da stabilire eventuali difetti visivi di lieve entità o lo stesso strabismo di grado modesto.

Cinque-sei anni

Raggiunta l’età di 5/6 anni, è necessario sottoporre il bambino a un ulteriore controllo necessario affinché l’oculista possa valutare l’acutezza visiva ancor più accuratamente mediante l’utilizzo di un classico ottotipo di lettura con disegni, lettere e numeri da leggere a distanza più o meno ravvicinata.

Età scolare

Giunto in età scolare e in assenza di particolari problematiche a carico della vista, sarà necessario effettuare controlli periodici di routine in grado di verificare in che misura lo sviluppo del bambino stia influendo sulle capacità visive. Questo poiché proprio con la crescita, aumenta anche l’impegno visivo complice lo studio e tutte le attività ad esso correlate, il quale tende a predisporre l’insorgere di eventuali difetti visivi. Ecco che la prevenzione diviene basilare per evitare che si concretizzino veri e propri disturbi oculari patologici. È altresì probabile che un incremento dell’impegno visivo implichi la necessità di applicare lenti correttive.

A quali segnali bisogna prestare attenzione

È importante che i genitori prestino sempre attenzione ai comportamenti assunti dal bambino, spesso chiaro segnale della presenza di un disturbo visivo: un frequente arrossamento degli occhi così come l’eccessiva lacrimazione, accompagnate dal continuo sfregamento e dal fastidio manifestato in presenza di fonti luminose intense, possono essere sinonimo di uno sforzo effettuato dal bambino nel tentativo di mettere a fuoco ciò che lo circonda. La rotazione e il piegamento della testa da un lato mentre il piccolo studia, così come il repentino avvicinamento al piano di lettura sono comportamenti che possono palesare una visione non perfetta e la conseguente ricerca posizioni più comode volte a vedere meglio. Anche presenza di frequenti emicranie, della difficoltà nel distinguere gli oggetti e di eventuali anomalie che coinvolgono palpebre e pupille quali una pupilla biancastra o un particolare riflesso rosso reso evidente in fotografia, non sono da sottovalutare: in tutti questi casi è dunque necessario indagare accuratamente al fine di comprendere se il bambino soffra di miopia, astigmatismo, ipermetropia, o strabismo, tutti disturbi piuttosto frequenti sia in età pre-scolare che scolare.

I principali disturbi visivi dei bambini nei primi anni di vita

Ecco dunque di seguito i principali e più frequenti disturbi della vista, riscontrati nei bambini in età pre-scolare e per i quali è possibile intervenire facilmente, anche e soprattutto mediante l’adozione di adeguati occhiali da vista in grado di correggere o quantomeno arginare in maniera progressiva la problematica diagnosticata dall’oculista per bambini.

Miopia

La miopia è costituita dalla scarsa messa a fuoco circa la visione a distanza. Al contrario di quanto avviene in presenza di ipermetropia, il bambino miope presenta un’eccessiva lunghezza assiale a carico e tende a manifestarla strizzando ripetutamente le palpebre nel tentativo di migliorare il proprio campo visivo. Può ovviamente essere corretta mediante l’uso di lenti correttive adeguate.

Astigmatismo

L’astigmatismo è definito attraverso una visione deformata a causa della quale il bambino tende a confondere facilmente e in particolar modo lettere somiglianti quali D e o ancora M e H. Tale disturbo, di marginale entità può essere facilmente riscontrabile poiché il piccolo tende a porre in atto frequenti errori ortografici e durante la lettura e altrettanto facilmente gestito mediante l’ausilio di occhiali da vista.

Ipermetropia

L’ipermetropia consiste invece in una scarsa visione da vicino poiché in questo caso, al contrario della miopia, il bambino presenta un’insufficiente lunghezza assiale che non permette di formare l’immagine sulla retina ma bensì sul retro della stessa. I sintomi sono spesso concretizzati mediante rossori, lacrimazione e affaticamento, e anche tale patologia richiede l’utilizzo di lenti correttive adatte.

Strabismo

Lo strabismo è facilmente diagnosticabile poiché il bambino tende a incrociare gli occhi e spesso può vederci doppio, disturbo che può risultare isolato o combinato con ulteriori problematiche visive spesso di origine muscolare. Importante è individuare rapidamente lo strabismo in modo da poterlo curare, recuperando con le giuste terapie, una visione corretta e ottimale.

Daltonismo

Anche il daltonismo compare piuttosto frequentemente ed è definito dalla falsata percezione dei colori, in particolare del rosso, verde e blu. Si tratta di un difetto difficilmente riconoscibile e tuttavia non presenta la possibilità di correzioni. In questo caso è opportuno spiegare al bambino la sua diversa percezione cromatica.

Ambliopia

L’ambliopia è una diminuzione dell’acutezza visiva che non presenta alcun margine di miglioramento mediante correzione ottica. Nel caso in cui risulti unilaterale, presenta il rischio che anche l’altro occhio compensi. Tale disturbo può essere individuato osservando le posizioni inusuali della testa attuate dal bambino. Intervenire tempestivamente riconoscendo l’occhio ambliope può concorrere nell’arginare comunque il problema, semplicemente circoscrivendolo allo stesso.

CONCLUSIONE

Desideri ricevere maggiori informazioni o prenotare un controllo della vista? Il Centro Ottico Pianoro è a disposizione per fornirti la soluzione più indicata ed efficace, volta a determinare la corretta risoluzione di ogni genere di disturbo visivo nell’adulto e nel bambino in età scolare e prescolare.